GDPR – Entrata in vigore 25 maggio Regolamento (UE) 2016/679

SICUREZZA AZIENDALE

Indipendentemente dal tipo di attività, ogni azienda è in possesso di dati importanti che devono rimanere riservati.
Le aziende conservano una grande quantità di dati personali e finanziari dei dipendenti, nonché informazioni di contatto dei clienti che potrebbero essere utilizzate per attuare truffe o frodi. Se si lavora con grandi aziende, anche i loro sistemi di sicurezza possono essere involontariamente messi a rischio.
Gli hacker non rappresentano l’unica preoccupazione. Le aziende che hanno a che fare con i dati personali dei cittadini dell’UE hanno tempo fino a maggio 2018 per riorganizzare in maniera adeguata i processi di gestione dei dati in vista delle verifiche del GDPR.

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Per evitare sanzioni finanziarie potenzialmente pesanti – per non parlare dei danni alla reputazione e alla continuità operativa – i processi di gestione delle informazioni devono soddisfare i nuovi severi standard di sicurezza imposti dal GDPR.
Quindi, come è possibile mantenere i documenti al sicuro e in ordine, renderli facilmente accessibili per soddisfare le normative e proteggerli al tempo stesso da eventuali furti?
Come è possibile proteggere i clienti e non perdere la loro fiducia?
Come si può lavorare in modo efficiente per soddisfare i requisiti di conformità al GDPR, svolgendo al contempo le normali attività a pieno regime?

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LE MINACCE

L’inosservanza del GDPR può comportare costi invalidanti
Le organizzazioni possono incorrere in multe fino a 20 milioni di euro o pari al 4% del fatturato annuo globale per la violazione del GPDR.

Il danno alla reputazione è reale
I costi di una mancata conformità o di una violazione dei dati non si limitano soltanto alla perdita finanziaria, ma possono consistere anche in un danno reputazionale e mettere a rischio la continuità operativa.

I dati non strutturati costituiscono una responsabilità a livello di sicurezza e conformità
L’85% delle informazioni aziendali è “non strutturato”. Si tratta dei dati contenuti nei dispositivi personali dei dipendenti o nei documenti cartacei conservati nei cassetti. Questo impedisce di comprendere pienamente il flusso delle informazioni all’interno dell’azienda. Queste informazioni non strutturate non solo aumentano il potenziale rischio di perdita, furto o violazione dei dati, ma complicano le operazioni di registrazione e reportistica dei processi di gestione dei dati per garantire la conformità alle norme.

Le dimensioni dell’azienda non contano
Non sono solo le grandi aziende a subire violazioni dei dati. In realtà, il 60% delle piccole e medie imprese (PMI) ha segnalato di aver subito una violazione dei dati nell’ultimo anno. Quindi, anche le PMI saranno interessate dalle verifiche della conformità: il GDPR si applica a tutte le aziende che archiviano o elaborano dati dei cittadini dell’UE, indipendentemente da dove hanno sede.
Proteggere adeguatamente l’azienda, dove transitano la maggior parte dei documenti, è fondamentale!

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